
Mercoledรฌ 11 marzo 2026, alle ore 16, nell’aula A3 del Monastero dei Benedettini, la Prof.ssaย Maria Teresa Pacilรจ, dottore di ricerca e contrattista di ricerca presso l’Universitร di Messina, ci parlerร di Derrida e della pulsione auto-immunitaria.
Il ritorno della guerra in Europa ha messo in crisi il progetto liberaldemocratico di uno spazio internazionale di pace, โimmuneโ dalla violenza della guerra che si pensava ormai marginalizzata in controllati spazi periferici, esterni a quello che Fukuyama chiamรฒ suggestivamente โil mondo post-storicoโ. ร, dunque, la coppia di binomi โdemocrazia/paceโ e โautoritarismo/guerraโ a dover esser ridiscussa: la democrazia non รจ piรน uno spazio di pace, poichรฉ, vivendo in un clima di sfiducia, risentimento e deterioramento delle aspettative sul futuro, non รจ piรน in grado di garantire benessere e sicurezza nรฉ allโinterno, nรฉ allโesterno dei propri confini. Come interpretare, dunque, il rapido processo di disgregazione dellโordine internazionale liberale e, con esso, la crisi del primato politico e simbolico dellโOccidente?
A offrire un interessante itinerario di riflessione รจ Jacques Derrida che, dopo lโattentato dellโ11 settembre 2001 alle Twin Towers, propose il concetto di โdemocrazia auto-immunitariaโ per interpretare lโemergere di un carattere auto-distruttivo negli equilibri interni ai regimi democratici e nelle relazioni internazionali. Andando allโorigine del concetto derridiano di โauto-immunitร โ, discusso sin dai seminari su La vie la mort (1975-1976) sino ai piรน recenti La bรชte et le souverain (2001-2003) e Vojou (2003), รจ perรฒ possibile riscoprire, accanto a una processualitร auto-dissolutiva, anche un potere costitutivo: cosรฌ come per il vivente i processi autoimmunitari non sono solo fenomeni patologici ma permettono il normale funzionamento dellโorganismo, allo stesso modo, secondo Derrida, la democrazia si รจ costituita attraverso i funzionali sviluppi auto-immunitari della rappresentanza politica e della prassi deliberativa. ร possibile, allora, comprendere quali mutamenti incidono sulla struttura delle democrazie attuali, orientandone lโoriginario processo generativo non verso una positiva autocritica del sistema e unโapertura ospitale nei confronti di ogni Arrivante, ma verso il patologico emergere di movimenti e partiti apertamente anti-democratici? Tale riflessione permette di mettere in luce lโintreccio tra vita e politica, immunitร e sopravvivenza che caratterizza, con modulazioni diverse, sia la decostruzione proposta da Derrida sia la biopolitica, cosรฌ come delineata negli scritti di Agamben e Esposito. Analizzando allora le tre logiche che sono a fondamento di tali riflessioni โ la โlogica dellโeccezioneโ di Agamben,la โlogica dellโimmunizzazioneโ di Esposito e la โlogica del supplementoโ di Derrida โ si intenderร valutare se il concetto di auto-immunitร sia ancora valido per interpretare lโinterdipendenza tra lโattuale disordine internazionale e il malessere delle democrazie liberali e se, attraverso la logica derridiana della sur-vie, sia possibile prospettare unโalternativa alle pulsioni autoimmunitarie delle democrazie attuali.

