
Venerdì 21 novembre alle ore 16 presso il Coro di notte “Giancarlo Magnano San Lio” si terrà il primo incontro delle attività del nuovo anno accademico per il ciclo “Filosofia e contemporaneità”. A curarlo sarà la Prof.ssa Marica Magnano San Lio, che parlerà dell’opera di Karl Jaspers La bomba atomica e il destino dell’uomo (1958).
Abstract
La relazione intende ripercorrere ed analizzare alcuni aspetti della riflessione elaborata da Karl Jaspers (1883-1969) nella sua celebre opera La bomba atomica e il destino dell’uomo (1958).
La disamina jaspersiana sull’arma nucleare costituisce uno snodo decisivo per comprendere l’evoluzione del suo pensiero antropologico e filosofico e, più in generale, il modo in cui i saperi umanistici possono confrontarsi con le trasformazioni tecnico-scientifiche di epoca contemporanea. La potenza distruttiva del nucleare, minaccia geopolitica senza precedenti, appare come il culmine di una razionalità tecnico-scientifica che, emancipatasi da qualsivoglia limite etico, espone l’umanità ad una possibilità estrema: l’autodistruzione di se stessa. Essa, pertanto, rappresenta una Grenzsituation (situazione-limite) che mette a nudo la vulnerabilità dell’uomo e lo richiama ad un confronto ineludibile con la propria libertà, responsabilità e finitezza. La prospettiva ermeneutica jaspersiana individua nella riduzione dell’uomo a semplice funzione del progresso tecnico la radice di una crisi antropologica globale, senza però assumere una declinazione nichilista: al contrario, Jaspers riconosce nella ragione filosofica onnicomprensiva la facoltà capace di ripensare in modo critico e rinnovato le possibilità di un’adeguata ed equilibrata coesistenza tra le istanze legate allo sviluppo tecnologico e le esigenze connesse ad un corretto ed avveduto esercizio della libertà, anche alla luce di una più consapevole etica della responsabilità.
L’auspicio è che l’individuo, guidato dalla ragione filosofica, riscopra il senso autentico connesso alla progettualità consapevole come cifra essenziale della propria esistenza e si impegni, in un’ottica cosmopolita e planetaria, per la costituzione di un nuovo ethos politico e sociale che salvaguardi il destino dell’umanità.

